L ‘approccio cognitivo-comportamentale si è dimostrato – secondo le più recenti evidenze scientifiche – particolarmente efficace nel trattamento delle difficoltà sessuali maschili e femminili.

Queste possono interessare le varie fasi del ciclo della risposta sessuale, dai disturbi legati al desiderio (distubo da desiderio ipoattivo), a quelli che riguardano l’eccitazione (disturbo dell’eccitazione femminile, disfunzione erettile), l’orgasmo (disturbo dell’orgasmo femminile, eiaculazione precoce, eiaculazione ritardata), fino alle condizioni caratterizzate da dolore sessuale (vaginismo e dispareunia)

E’ importante sottolineare che la sessualità rappresenta una sfera della vita umana estremamente complessa, multisfaccettata e influenzata da variabili diverse: biologiche, psicologiche, sociali e relazionali.

Alla base dei nostri comportamenti sessuali e delle problematiche ad essi connesse possiamo trovare caratteristiche individuali e biologiche, esperienze personali, condizionamenti sociali, religiosi che provengono dall’educazione ricevuta o dal contesto di appartenenza, ma anche componenti psciologiche , affettive e relazionali, legate cioè alla sfera delle emozioni e della relazione intima con il partner.

All’interno di tale complessità l’aspetto cognitivo riveste un peso importante: schemi rigidi, convinzioni errate- “distorsioni cognitive”- e pensieri disfunzionali possono interferire con la nostra sessualità.

Anche le emozioni negative associati a tali bias cognitivi hanno un grosso impatto sul comportamento sessuale, divenendo spesso la causa ei sintomi che ci causano sofferenza o contribuendo in ogni caso al loro mantenimento attraverso l’instaurarsi di circoli viziosi.

Si pensi ai vissuti di inadeguatezza e di ansia che si celano dietro l’eiaculazione precoce o alla difficoltà a lasciarsi andare – spesso determinata da preconcetti legati al piacere visto come peccato e tabù – che ritroviamo nei disturbi dell’orgasmo e che impedisce di vivere il rapporto in maniera piena e soddisfacente.

Il lavoro terapeutico sulle problematiche legate alla sessualità non può prescindere da tali riflessioni e mira alla risoluzione del sintomo sessuale attraverso tecniche cognitive di ristrutturazione dei pensieri e delle credenze disfunzionali. A questo aspetto si affianca un lavoro più prettamente comportamentale tipico delle terapie mansionali  – come erano già state teorizzate dai pionieri della sessuologia (Kaplan, Master & Jhonson) che utilizzano esercizi e mansioni specifici e strutturati per la gestione e la risoluzione del sintomo, come la tecnica dello stop and start, gli esercizi di Kegel, la focalizzazione sensoriale, ecc.

Al di là della mera risoluzione del sintomo sessuale, la terapia sessuale si pone un ulteriore, fondamentale obiettivo: il ripristino e la promozione di una vita sessuale piena, libera e soddisfacente a 360 gradi.

 

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