L’IBS (Sindrome del Colon Irritabile) è un disturbo gastrointestinale funzionale abbastanza comune che comporta, per la persona che ne soffre, una compromissione a livello lavorativo, sociale e della qualità della vita in genere.

I sintomi che lo caratterizzano sono “dolore addominale o discomfort associato ad un’alterazione della funzione intestinale che si manifesta soprattutto con diarrea e/o costipazione”

Nonostante sia molto diffuso – dal 7% al 21% della popolazione mondiale – questo disturbo è spesso sottovalutato e trattato, a livello medico,  poco e con scarsi risultati

Nonostante se ne parli spesso come di una “malattia di genere” in quanto sembrerebbe riguardare prevalentemente la popolazione femminile, in realtà l’IBS sembra essere legato in maniera particolare a un certo tipo di ambiente, caratterizzato da competizione, standard elevati e focalizzazione sui risultati, tipici ad esempio del mondo manageriali e di tutti i contesti lavorativi stressanti, di cui le donne restano più facilmente vittime

 

 

Questa caratteristica fa oggi propendere per un’ipotesi multifattoriale alla base di questo problema, che andrebbe quindi inquadrato e trattato in un’ottica non esclusivamente medica ma bio-psico-sociale, all’interno della quale si intrecciano fattori genetici, biologici, psicologici, emotivi e sociali

In una cornice del genere appare dunque indispensabile affiancare al trattamento medico e un sostegno psicoterapeutico che consisterà, dal punto di vista cognitivo-comportamentale, nel rilevare le emozioni negative legate al disturbo e il ruolo dei pensieri disfunzionali che lo tengono in piedi, nel tentativo di interrompere il circolo vizioso costituito da pensieri automatici negativi, aumento dell’arousal e delle emozioni negative che peggiorano i sintomi dell’IBS e mantengono il disturbo

Dal punto di vista del comportamento sarà necessario inoltre agire sulla tendenza dei pazienti con IBS all’ipervigilanza sulle sensazioni viscerali e sulla riduzione dello stress, attraverso l’adozione di uno stile di vita sano e l’utilizzo di training di rilassamento e specifici programmi di MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) basati sulla mindfulness, ovvero sull’abilità di vivere il momento presente, “rallentando” un po’ e eliminando il “pilota automatico” che spesso governa le nostre vite frenetiche, aumentando il distress e le sue conseguenze negative

 

 

Non dimentichiamo, inoltre, che spesso i pazienti affetti da disturbi della funzione intestinali presentano vissuti di imbarazzo e vergogna legati alla “natura” stessa del disturbo, sui quali la psicoterapia può intervenire attraverso una psicoeducazione, vòlta a fornire informazioni corrette sui sintomi e a sfatare i falsi miti ad essi legati, uniti a interventi di ristrutturazione cognitiva che rendano le credenze e le distorsioni cognitive meno rigide e disfunzionali

 

 

 

Ormai da diverso tempo nell’ambito di studi evidence-based la terapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato un’efficacia signficativa nel ridurre i sintomi dell’IBS e migliorare sensibilmente la qualità di vita dei pazienti, che spesso “le hanno povate tutte” e si sono rassegnati a vivere la loro vita condizionata dai sintomi invalidanti della sindrome di cui soffrono

 

Avreste mai pensato che il vostro mal di pancia si potesse curare nello studio di uno psicoterapeuta?

Provare per credere!

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