La mindfulness è una tecnica sempre più utilizzata nell’ambito della psicoterapia cognitivo-comportamentale.  Essa insegna a “rallentare” e diventare consapevole del momento presente.

Il termine stress (dal latino “Strictus” = stretto, serrato, compresso) è stato introdotto da Walter Cannon nel 1952 e rappresenta «una reazione sia fisiologica che psichica a una minaccia reale o percepita che richiede un’azione o soluzione.

Lo stress è una risposta che opera a livello cognitivo, comportamentale e biologico e che, quando diventa perdurante e cronica produce effetti negativi significativi sulla salute.

È stato stimato che dal 75 al 90% di tutte le visite presso ambulatori di medicina generale sono relative a disturbi correlati con lo stress che, a sua volta, appare legato alle 6 cause principali di morte nei paesi occidentali: problemi cardiaci, cancro, ictus, disturbi respiratori cronici, incidenti, diabete (Minimo et al, 2006)

Lo stress è inoltre responsabile di ulcere, aritmie, disfunzioni immunitarie, risposte infiammatorie, disturbi del sonno, mal di testa cronico, mal di schiena cronico, infertilità, attacchi di panico, ansia, depressione, ecc.

Come combatterlo?

Cosa possiamo fare dunque per combattere questo nemico sempre presente nelle nostre vite, che spesso non deriva da eventi macroscopici ma da tutte quelle situazioni quotidiane che ci troviamo ad affrontare e che ci causano stress, a volte senza che ce ne rendiamo pienamente conto?

Pensiamo ai ritmi frenetici, alle competizioni lavorative, alla necessità di mantenere standard elevati, all’eccesso o alla mancanza di lavoro e stabilità economica ai rapporti con gli altri che spesso causano tensioni o incomprensioni, alle relazioni di coppia, al tempo che sembra non bastare mai e che ci fa vivere sempre con uno sguardo all’orologio.

Eliminare tutto dalle nostre vite non sarebbe possibile, né auspicabile, certo è possibile agire sulle abitudini di vita, sull’alimentazione, ricorrere a un percorso terapeutico quando ci sembra di non farcela da soli ma tutto questo a volte non basta.

In realtà possediamo un’arma potente capace di aiutarci a ristabilire un rapporto corretto con la nostra vita e il nostro tempo: la consapevolezza.

La maggior parte del tempo che viviamo viene vissuto in maniera inconsapevole.

Quante volte ci siamo accorti di essere arrivati in un posto senza quasi esserci accorti della strada che abbiamo percorso? Oppure abbiamo dovuto rileggere da capo la pagina di un libro perché lo avevamo fatto in modo automatico? Quante volte ci ritroviamo a mangiare di corsa, in piedi, al pc mentre lavoriamo, senza neppure assaporare il sapore del cibo che mettiamo in bocca?

Eppure questa non è la sola modalità attraverso cui vivere; “rallentare” è possibile, passando dalla modalità del fare, che dirige ormai tutte la nostre vite, a quella dell’essere, dove non esistono obiettivi o finalità ma ogni azione può essere vissuta pienamente, attimo per attimo, in piena consapevolezza.

Secondo la definizione di Kabat-Zinn (2003) la mindfulness può essere definita come la capacità di “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, al momento presente, in modo non giudicante, non critico e di accettazione“.

 

Cosa significa in termini pratici?

Vuol dire imparare, attraverso la pratica quotidiana, a vivere momento per momento quello che ci accade, tenendo presente che ciò che stiamo vivendo è il solo momento che c’è e diventando consapevoli, in maniera non giudicante, di quello che esiste intorno a noi: il profumo dei fiori, la sensazione delle gocce d’acqua sulla pelle mentre facciamo la doccia, il sapore e la consistenza dei cibi, il calore del sole, i colori delle cose, ma anche di noi stessi, del nostro corpo, delle nostre emozioni. Senza giudicare, ma semplicemente prendendo consapevolezza di queste cose e accettandole.

Le terapie cognitivo-comportamentali di terza generazione utilizzano ormai da tempo e con risultati di efficacia evidence-based la mindfulness, soprattutto nella prevenzione delle ricadute, nella gestione dello stress e nella regolazione delle emozioni, attraverso un’integrazione di tali tecniche nei percorsi terapeutici ma anche tramite programmi specifici come l’MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) per la riduzione dello stress, in cui viene insegnato alle persone a raggiungere livelli di consapevolezza e sensibilità più profondi attraverso meditazioni strutturate come il Body Scan, lo Yoga e le meditazioni guidate e attraverso la pratica informale, che insegna a portare la mindfulness all’interno della propria vita, nelle azioni quotidiane.

Ritagliarsi un momento all’interno della giornata per tornare nel momento presente, ancorarsi al proprio respiro e ripartire senza farsi travolgere dal ritmo frenetico che esiste fuori e, molto spesso, anche dentro di noi.

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