L’etimologia del termine desiderio viene dal latino de sidera – senza astri – e deriva dalla leggenda di un auruspice che, osservando gli astri e traendo da questi le proprie profezie, quando il cielo era coperto di nuvole si trovava impotente a non riusciva a compiere le sue funzioni divinatorie. Era proprio in queste circostanze che l’auruspice sentiva nascere in se il desiderio di rivedere le stelle, per poter di nuovo svolgere il suo compito. Da qui, per estensione, il verbo avrebbe assunto l’accezione moderna che fa riferimento quindi alla percezione di una mancanza e alla sua conseguente ricerca.appassionata

Dal punto di vista sessuale esistono molte espressioni che definiscono il desiderio: libido, pulsione, voglia, attrazione, spinta erotica, appetito sessuale, ma anche intesa sessuale, passione, motivazione sessuale; una varietà di sinonimi che sottolinea la sua forte componente di soggettività che lo rende un’esperienza unica che varia da individuo a individuo senza seguire regole fisse o prestabilite

Il desiderio sessuale rappresenta, per questo, la dimensione più sfuggente della sessualità umana al punto che è difficile fornirne esattamente una definizione oggettiva e soprattutto darne una misura quantitativa. Quando il desiderio è da considerarsi basso? Sulla base di cosa è possibile misurarlo? Chi determina osa è normale o cosa è patologico all’interno della sfera sessuale dell’individuo o della coppia?

Impossibile rispondere: ognuno vive il desiderio a modo suo, secondo la propria soggettività e unicità.

Certo è che si tratta di un fenomeno dinamico e non statico che viene influenzato da diversi fattori. Può variare da un continuum che va dalla passione, al bisogno, all’interesse, all’indifferenza, alla riluttanza fino all’avversione ed è costituito da tre componenti fondamentali:

1.La componente biologica; legata agli istinti fisiologici

2.La componente psicologica, che comprende variabili soggettive legate alla dimensione intrapsichica e relazionale

3.La componente culturale, che riflette valori, significati, regole, ruoli sessuali che abbiamo appreso fin da piccoli e che influenzano la nostra vita

Ma cos’è che “accende” il desiderio?

Esso può essere attivato da stimoli sia interni che Tra gli stimoli interni trovano un posto di rilievo gli immaginari erotici e i bisogni pulsionali che vanno ad attivare i circuiti cerebrali che coordinano le emozioni e i comportamenti sessuali. Gli stimoli esterni invece comprendono tutti i segnali consci e/o subliminali che sono veicolati dagli organi di senso (la vista o il tatto, ad esempio))e vanno ad attivare la corteccia cerebrale e i centri che fanno partire le risposte fisiologiche legate all’eccitamento

Fondamentale è inoltre il ruolo delle fantasie sessuali, che, al contario di ciò che a volte si pensa , e riguardano sia gli uomi che le donne e sono assolutamente sane e utili. Le fantasie sessuali forniscono infatti la possibilità di far vivere attraverso l’immaginazione tutto quanto di più libero possa esserci nello scambio sessuale,senza i tabù nèi vincoli legati alla “realtà” e sono capaci di innescare, mantenere nel tempo e incrementare il desiderio sessuale nelle persone.

Esistono delle differenze nel desiderio sessuale di uomini e donne?

Il desiderio presenta alcune differenze nei due sessi.

La prima differenza sarebbe costituita dalla “costanza”: mentre nell’uomo il desiderio tenderebbe ad essere relativamente costante e continuo (seppure con un graduale declino durante l’età matura), nella donna esso sarebbe fisiologicamente discontinuo, in relazione alle variazioni endocrine e ai diversi stati fisiologici e psicoemotivi legati a ciclo mestruale, gravidanza, puerperio e menopausa.

A livello ormonale inoltre, in entrambi i sessi, il desiderio sessuale è correlato alla secrezione di ormoni androgeni e questo fa sì che esso appaia più intenso nell’uomo a causa dei più elevati livelli di testosterone

Al di là dell’innegabile ruolo degli ormoni, tuttavia, le principali differenze tra uomini e donne sembrerebbero risiedere in una sfera più prettamente psicologica e relazionale.

Oggi sappiamo, infatti, che l’interesse sessuale, l’eccitazione la motivazione e il piacere vengono innescati e vissuti in maniera diversa dai due sessi. In particolar modo la motivazione sessuale femminile sembra essere legata soprattutto al desiderio di connessione emotiva (o all’evitamento di conseguenze negative) piuttosto che alla pressione di sensazioni genitali, pensieri o fantasie sessuali, e ciò sarebbe più vero con l’aumentare dell’età delle donne o della durata della relazione. Nell’uomo, invece, pur non mancando questa componente, vi sarebbe una più stretta connessione tra la vista di stimoli sessuali o l’esperienza di un’erezione fisica e il vissuto di eccitamento soggettivo, congruenza che mancherebbe quasi completamente nelle donne tra il vissuto oggettivo e la sensazione di vasocongestione genitale. Mentre l’eccitazione maschile sarebbe veicolata soprattutto attraverso stimoli visivi, nella donna il desiderio e l’eccitazione sessuale sembre probabilmente maggiormente legata al contesto e alla vicinanza con il partner

Quando il desiderio non c’è

Sia uomini che donne possono manifestare un calo del desiderio sessuale quando non riescono più ad avvertire quella tipica spinta attrattiva verso il partner capace di trasformarsi in comportamenti e gesti che portano a fare sesso, è una condizione definita come disturbo del desiderio ipoattivo

Si tratta una disfunzione silente, difficilmente diagnosticata e spesso sottovalutata dai medici e dai pazienti stessi perché viene confuso con la monotonia sessuale e attribuita a una serie di “alibi”, come lo stress lavorativo , la routine di coppia o la mancanza di tempo o spazio per la sessualità.

Anche se i sintomi del calo del desiderio riguardano solo uno dei componenti di una coppia, di solito esso viene considerato un problema di coppia poichè strettamente connesso a dinamiche relazionali che innescano il problema e molto spesso lo mantengono..

Ma quali sono le cause alla base del disturbo?

Come per tutte le disfunzioni che riguardano la sfera sessuale non si può parlare di un’unica causa, ma è opportuno fare riferimento a un modello bio-psico-sociale che tenga in considerazione tutti i fattori implicati nel funzionamento sessuale umano, che si presenta come estremamente complesso e multideterminato.

Possiamo annoverare cause organiche, quali fattori ormonali, ipogonadismo, ipotiroidismo, patologie croniche o effetti collaterali di alcuni farmaci; cause individuali legati a fattori molteplici e molto diversi tra loro, che vanno dalle convinzioni religiose, al timore di perdere il controllo, alla paura della gravidanza, fino ai disturbi di personalità, alle preoccupazioni relative all’invecchiamento o ai fattori legati allo stile di vita, come stress e sedentarietà.

Infine, sicuramente, un ruolo centrale lo hanno tutte le cause che in qualche modo sono legate alla relazione: mancanza di attrazione verso il partner, scarse abilità sessuali del partner, conflitti coniugali, incapacità di fondere i sentimenti d’amore con il desiderio sessuale

I cibi dell’amore

Tra i “rimedi fai-da-te” quando il desiderio non c’è più sicuramente i più famosi sono i cosiddetti cibi afrodisiaci perchè fin dai tempi antichissimi, e in ogni cultura del mondo, l’uomo si è sempre interessato alla ricerca di qualcosa che aiutasse le imprese sessuali,.

Una premessa è d’obbligo: non esistono cibi “viagra”. Nessun cibo o alimento è grado di provocare, in tempi brevi, una forte eccitazione o aumentare la potenza sessuale.

Tuttavia anche la moderna ricerca scientifica ha riconosciuto che molti cibi sono in grado di avere un’influenza su alcuni meccanismi fisiologici legati alla sessualità Vediamo quali sono:

Il cioccolato è uno dei classici cibi afrodisiaci; esso contiene una rilevante quantità di feniletilamina: una sostanza dalle proprietà simili all’anfetamina, che si sviluppa nel corpo quando si è innamorati. Inoltre agisce sull’umore rendendo più propensi all’attività sessuale

Il peperoncino è un vasodilatatore, utile nell’erezione, e stimola il rilascio di endorfine, sostanze in grado di dare un senso di benessere.

La polenta, mangiata da sola, agisce sul desiderio sessuale perché contiene un amminoacido chiamato triptofano, che diminuisce la serotonina, ossia l’inibitore per eccellenza della libido.

Il sedano esercita un’azione stimolante sulle ghiandole surrenali e contiene ormoni steroidei simili ai feromoni che, nell’uomo e in altri animali, fungono da richiamo olfattivo per il sesso.

Le ostriche sono ricche di particolari amminoacidi che hanno la capacità di stimolare gli ormoni sessuali.

Lo zenzero è consigliato dalla medicina ayurvedica come rimedio all’impotenza; esso agisce come vasodilatatore e può quindi contribuire a migliorare l’efficienza sessuale.

La terapia sessuale

Quando il disturbo del desiderio è sostenuto prevalentemente da problematiche nell’area relazionale e intrapsichica la psicoterapia rimane l’intervento più indicato per il trattamento.

Lo scopo in questi casi è stimolare l’aspetto ricreativo ed edonistico della sessualità per migliorare la capacità di abbandonarsi e godere dell’esperienza erotica.

A livello cognitivo si lavora sui pensieri disfunzionali e sulle credenze erronee, si cerca di rendere consapevole il soggetto delle emozioni negative associate al sesso e di migliorare la comunicazione tra i partner, spesso aggressiva e disfunzionale all’interno di relazioni problematiche.

Molto spesso, infatti, i problemi della sessualità, sono mantenuti da circoli viziosi di ansia e evitamento e dalle convinzioni e i “miti” che condizionano il nostro modo di vivere la sessualità che si possono superare attraverso un intervento cognitivo-comportamentale, dimostratosi efficace per il trattamento di tutte le disfunzioni sessuali

La terapia sessuale si avvale inoltre di numerose tecniche comportamentali costituite da veri e propri esercizi per i singoli o per la coppia che hanno lo scopo di creare una situazione sessuale rassicurante e priva di ansia e tensione, come ad esempio avviene negli esercizi di focalizzazione sensoriale.

Superare l’imbarazzo e rivolgersi a uno specialista, insomma, è l’unico modo per affrontare il problema in maniera completa, senza tentare di ricorrere a “soluzioni magiche” o rimedi “popolari”, con l’obiettivo non solo di superare il sintomo ma di ripristinare una sessualità soddisfacente a 360 gradi, promuovendo il benessere sia del singolo che della coppia

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